Ernst Ruska (1905 - 1986)

Coma
Mentre le due aberrazioni precedenti si verificano lungo l’asse ottico (aberrazioni assiali), il coma si presenta al fuori di esso (aberrazione extrassiale). E’ un’aberrazione simile a quella sferica, ma è dovuta alla diversa focalizzazione dei raggi paralleli che incidono obliquamente su una lente o su uno specchio. Ciò provoca una deformazione dell’ immagine, che assume l’ aspetto di una cometa (di qui il nome).
Aberrazione astigmatica
L'effetto distorcente consiste nel leggero allungamento delle dimensioni dell'oggetto osservato attraverso le lente. Per la correzione sono necessarie tecniche più sofisticate del semplice accorpamento di più lenti.
Aberrazione sferica
È dovuta al fatto che i raggi rifratti nelle zone marginali della lente vengono a concentrarsi in un fuoco che non coincide con quello proprio della lente, se esso esiste. In questo caso il difetto si corregge o diaframmando opportunamente la lente, cioè usando una zona intorno all'asse ottico non troppo estesa o, più spesso, accoppiando più lenti tra loro (ad esempio, una lente convergente con una divergente di forma opportuna)
Aberrazione cromatica
Per spiegarla facciamo nuovamente riferimento allo spettro dei colori. Ciò che Newton aveva dimostrato è che la luce solare, o luce bianca, è in realtà una miscela di molte singole radiazioni che danno all'occhio l'impressione di altrettanti colori differenti. La luce, che attraversa il prisma, viene sì rifratta, ma ogni lunghezza d'onda subisce una trasmissione diversa: minore è la lunghezza d'onda, maggiore è la rifrazione. Per questo fenomeno l'immagine di una sorgente puntiforme o di un oggetto risulta essere formata dopo il passaggio dei raggi in una lente da tante immagini colorate a distanza lievemente diverse e con ingrandimenti diversi e, ad esempio, una lente convergente si trova a possedere più di un fuoco, uno per ciascun colore componente la luce usata. L'aberrazione cromatica può essere corretta usando combinazioni di lenti