Thyco Brahe (1546 - 1601)

LE LENTI
Se facciamo passare un fascio di luce attraverso una lente, possiamo identificare le seguenti situazioni, a seconda che si tratti di una lente convergente oppure divergente e che il fascio sia o meno parallelo all’asse ottico: un fascio di luce incide su una lente convergente parallelamante all’asse ottico (per asse ottico si intende quella retta che interseca perpendicolarmente il centro geometrico della lente). La luce convergerà in un punto chiamato fuoco principale della lente. La distanza, misurata sull’asse ottico, fra il fuoco principale e il centro della lente viene chiamata distanza focale ed è, assieme al diametro della lente, una delle caratteristiche principali della lente stessa. La distanza focale può essere più o meno grande a seconda della forma della lente e dal tipo di materiale con cui è costruita. Una analisi dettagliata del percorso di ciascun raggio di luce attraverso la lente può essere fatta con la legge della rifrazione. Senza entrare nei dettagli si può comunque intuire che, a parità di indice di rifrazione, più la lente è "panciuta" più piccola è la distanza focale e viceversa. Un fascio di luce incide su una lente convergente non parallelamente all’asse ottico. La luce convergerà in un punto chiamato fuoco secondario. Con buona approssimazione tutti i fuochi secondari giacciono su un piano detto piano focale contenente il fuoco principale. Dal punto di vista geometrico il piano focale è un piano perpendicolare all’asse ottico contenente il fuoco principale. Una lente può essere costruita per far divergere un fascio di luce invece di farlo convergere; in questo caso si parla di lente divergente; il fuoco principale di una lente divergente è quel punto sull’asse ottico dietro la lente dal quale sembrano essere originati i raggi ottici. Per convenzione la distanza focale di una lente divergente viene indicata con un valore negativo.