Albert Eistein (1879 - 1955)

ANATOMIA OCCHIO UMANO
L’occhio è lo strumento attraverso il quale il nostro corpo percepisce la realtà ed acquisisce immagini. Il suo funzionamento è molto simile a quello di una macchina fotografica la quale attraverso un sistema di lenti che percepisco il soggetto, la pellicola che viene impressionata e l’immagine alla fine “catturata”. Quando il nostro occhio fissa un oggetto, la luce che proviene dal medesimo entra nei nostri occhi, attraversa una serie di lenti naturali (cornea, umor acqueo, cristallino, corpo vitreo in sequenza) e va ad “impressionare” la retina. La retina, eccitata dalla luce che la colpisce, trasmette le informazioni al nostro cervello attraverso il nervo ottico. La superficie esterna anteriore dell’occhio è ricoperta da una membrana trasparente, detta cornea, che, insieme al cristallino, una vera e propria "lente", focalizza un’immagine reale e capovolta degli oggetti sulla rètina, una membrana sensibile interna all’occhio. La luce che incide sulla retina viene convertita in segnali elettrici. Attraverso il nervo ottico, questi vengono condotti al cervello che provvede ad elaborarli e a generare la sensazione visiva. La retina è costituita da uno strato di 0,2 mm di due tipi di cellule diverse: i coni e i bastoncelli, in totale 125 milioni di elementi. I bastoncelli sono sensibili all’intensità luminosa, i coni al colore. In situazioni di bassa luminosità (luce crepuscolare) i coni non sono eccitati ed è per questo che in tali condizioni vediamo "in bianco e nero". Di coni ce ne sono di tre tipi sensibili a tre colori fondamentali: il rosso, il verde e il blu. Essi, inoltre, sono circa un quarto in numero rispetto ai bastoncelli; ciò significa che il nostro occhio ha maggiore potere risolutivo per punti luminosi piuttosto che per punti colorati. I coni sono più concentrati al centro della retina (macchia lutea), i bastoncelli predominano all’esterno. L’occhio comprende anche un diaframma opaco, detto iride, che regola le dimensioni dell’apertura (la pupilla) attraverso la quale la luce entra: un’azione muscolare riflessa provvede a restringerla se l’intensità luminosa è troppo elevata e ad allargarla se è bassa. Il diametro della pupilla può variare tra un minimo di poco più di 1 mm (luce forte) e un massimo di circa 6 mm (al buio). Anche la curvatura del cristallino può essere regolata tramite un’azione muscolare. In questo modo, l’occhio è in grado di mettere a fuoco oggetti posti a varie distanze da esso: una persona dotata di vista normale può focalizzare oggetti tra l’infinito e la distanza minima di visione distinta, il cui valore è di circa 20÷25 cm. Il processo di messa a fuoco è detto accomodamento. La sensazione visiva è il risultato dell’elaborazione da parte dell’occhio stesso e del cervello delle due immagini focalizzate sulle retine dei due occhi. Si è scoperto, infatti, che i segnali elettrici provenienti dai 125 milioni di cellule sensibili della retina vengono affasciati in un numero molto minore di terminazioni nervose che costituiscono il nervo ottico; quest’ultimo porterà al cervello il risultato di questa prima elaborazione, il quale provvederà a darci la sensazione visiva.